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Questo libro parte da una "fuga verso il mare", o così almeno sembra a prima vista, anzi, al primo passaggio della protagonista in TV.
Finché non interviene l'autrice a ripristinare la verità, a riportare la narrazione su un binario neutro.
Più che l'analisi del caso mediatico mi ha colpito il coraggio di mettersi a nudo, la forza di descrivere prevaricazioni, manipolazioni, sconfitte, rabbia.
Eppure si legge tutto d'un fiato questo romanzo che racconta alla fine una storia di liberazione. Di riscatto e dignità verso sé stessi. Di gratitudine verso tutti quelli che svolgono con diligenza il proprio lavoro.
Racconta anche di un legame che non sarà mai reciso, il legame indissolubile tra genitori e figli, che qui diventa però, a mano a mano che ci si addentra nella vicenda, un filo rosso che unisce e allontana di volta in volta le protagoniste senza mai spezzarsi.
Nel 2023, nel cuore dell’Italia, la notizia di un’anziana fuggita da una RSA per “rivedere il mare” ha suscitato grande attenzione, fomentando in tanti ascoltatori sentimenti contrastanti: dalla commozione per l’anziana alla rabbia per i famigliari . Vari Tg, programmi televisivi, Facebook, You tube, ovunque si è parlato di questa storia e ognuno di noi ha tratto le proprie conclusioni.
Ma vi siete chiesti quale sia la verità?
I media hanno descritto la donna come una “nonnina” desiderosa di libertà, ma la realtà era più complessa. Andrea Shaw, figlia dell’anziana, racconta la vera storia dietro i titoli, evidenziando le dinamiche familiari e le distorsioni mediatiche che hanno influenzato la percezione pubblica dell’evento.
Questo infatti non è solo il racconto di uno scandalo mediatico ma una profonda riflessione sulla manipolazione delle notizie, è la ricerca della verità, di ciò che si cela sempre dietro le quinte delle informazioni che non vengono divulgate con giusto criterio.
Andrea Shaw si racconta bambina, accompagnandoci nei mille trasferimenti da una città all’altra, da una casa a un’altra , con sempre un “padre” diverso frutto dell’ennesimo innamoramento di sua madre.
E poi le ingiustizie, le cattiverie subite, fisiche e mentali, da quella che dovrebbe proteggerti, perché mai una madre dovrebbe avere atteggiamenti di rivalsa o invidia verso una figlia e tantomeno usare parole che possano lasciare un segno negativo.
Un viaggio che parte toccando varie tappe tutte italiane nelle vari fasi di età fino a quella adulta e attuale.
L’autrice con questo testo non vuole trasmettere vittimismo ma solo chiarire i fatti con documenti alla mano. Un viaggio dunque nella vita dell’autrice, una sorta di autobiografia che fa rivivere al lettore il suo dolore, le sue debolezza e la sua rinascita, trasmettendoci un grande insegnamento sull’amore, l’amicizia e la famiglia.
E soprattutto ci ricorda che tutti abbiamo il dovere morale e sociale di farci delle domande prima di saltare a delle conclusioni e dare un giudizio che potrebbe compromettere la vita delle persone.
L’informazione non può agire senza la consapevolezza di arrecare un danno perché il giornalismo è combattere la disinformazione.
Dei cittadini più informati e una società più consapevole e resiliente dovrebbero essere alla base della divulgazione.
Il testo è suddiviso in quattro parti che a loro volta presentano capitoli con sbalzi temporali tra passato e presente, con dialoghi e parti narrate documentate da fonti sempre riportate.
Lo stile dell’autrice è semplice, chiaro, con una giusta dose di dettagli senza essere eccessivi.
*Nota* : nella parte finale del libro è presente una postfazione a cura della giornalista Serena Bersani.
Consigliato a tutti perché solo con la giusta divulgazione di informazioni ci sarà una “giustizia” per chi non ha avuto l’occasione di poterlo fare.
Conosco questa autrice già da un po’ di anni e ho letto i suoi due precedenti libri (che ho adorato), quando mi chiese di leggere anche questo mi aveva anticipato che sarebbe stato diverso dagli altri ma solo oggi ne capisco il senso.
Questo non ha nulla da togliere alle sue precedenti pubblicazioni, si tratta solo di una storia diversa ma che merita di essere conosciuta ancora di più!
Una donna, che avrebbe gradito il silenzio ma non per nascondersi ma per rispetto della sua nuova famiglia e sua figlia.
Un libro che emoziona e fa riflettere e che lascia tanto amaro in bocca per quella bambina che voleva solo essere amata da una madre che cercava solo la sua libertà.
Grazie infinite!
Un libro con una storia autentica.
Il libro di Andrea Shaw è un'opera che si immerge nelle complessità di un caso mediatico italiano, esplorando non solo i fatti in sé, ma anche le dinamiche emotive e sociali che li circondano. Shaw, nota per i suoi scritti d'amore, questa volta si cimenta in un terreno più oscuro e controverso, mantenendo però una sensibilità che caratterizza il suo stile.
Attraverso una narrazione avvincente, l'autrice riesce a portare alla luce la verità dietro un caso che ha catturato l'attenzione del pubblico, mettendo in evidenza come i media possano distorcere la realtà e influenzare l'opinione pubblica. Shaw invita il lettore a riflettere sull'importanza dell'etica giornalistica e sulla necessità di cercare sempre la verità, senza cedere alla tentazione di sensazionalismi o notizie false.
Il libro è un mix di cronaca, analisi sociale e introspezione emotiva, che lascia il lettore con una maggiore consapevolezza del potere dei media e della responsabilità che ne deriva. Consigliato a chiunque sia interessato a comprendere meglio le dinamiche dei casi mediatici e a chi apprezza storie che vanno oltre la superficie, toccando temi profondi e universali.
Grazie davvero, Costantino!
Oggi vi scrivo riguardo un libro di un' autrice del nostro Comune che ho avuto il piacere di conoscere al Leggité di dicembre. Ornella Panciera , in arte Andrea Shaw.
Durante le vacanze natalizie ho letto questo romanzo: “Ho sempre scritto d'amore stavolta ho scritto di te”, dell'autrice Andrea Shaw.
Si tratta di un genere narrative-journalism. Come ogni libro che leggo e che ho letto in passato, anche in questo romanzo mi ci sono ritrovata all'interno, rivivendo emozioni del mio vissuto personale. È una storia importante, che l'autrice ha scritto con tanta precisione, la giusta precisione che occorre per evidenziare, denunciare, un problema molto serio e purtroppo molto frequente che è lo stravolgimento mediatico di una notizia, ai fini pubblicitari, con l'unico obbiettivo di fare crescere il numero dei lettori e dei telespettatori in questo caso specifico. Qui la vita di una persona diventa merce e per questo motivo, divenendo prodotto da vetrina, viene esposta nel modo più intrigante, accattivante, per raggiungere più persone possibili, annullando completamente il vero valore della vita stessa della protagonista di questa storia. La cosa davvero pericolosa di queste “creature” mediatiche è che mettono a repentaglio la vita emotiva di altre persone, ovvero i familiari delle persone sulle quali viene deciso di creare “il caso”. In questo romanzo le figlie della protagonista, nonna Bice, si sono trovate improvvisamente, inaspettatamente, al centro di polemiche, giudizi, accuse immotivate, contro le quali doversi difendere per dimostrare la propria dignità e moralità messa in discussione da virtuali frequentatori di social media. Queste false notizie scatenano il popolo dei “leoni da tastiera”, dei “tuttologi”, divenendo, come scrive nel testo di una delle sue canzoni, Biagio Antonacci, “pane fresco per pettegoli”.
Ne consiglio la lettura per riflettere su questa tematica che sta divenendo ogni giorno sempre più presente e devastante.
Grazie mille, Alessandra!
Una lettura molto interessante.
L'autrice ha donato chiarezza laddove trasmissioni televisive e testate giornalistiche hanno disinformato. Brava Andrea!
Grazie mille, Claudia!
Una storia di forza e amore.
È il secondo libro che leggo di questa splendida autrice ed ho subito comprato il terzo. Che dire ho passato notti insonni perché non riuscivo a smettere di leggere. Mi è piaciuto davvero tanto.
Grazie infinite, Karin!
Per continuare a credere al potere dell'amore.
Non mi soffermerò sulla lettura che trovo totalmente credibile e reale, ma voglio soffermarmi sul messaggio che dà questo romanzo di formazione. Un filo rosso lega tutti gli interpreti che casualmente si incontrano e scontrano per formare tutti insieme una grande famiglia, ed in questo romanzo proprio grazie all'aiuto di tatta quest famiglia allargata si parla di amore, di sentimenti, di amicizia....quella profonda
Io l'ho trovato veramente ben strutturato e non scontato.....non perdete l'occasione di leggerlo.
Grazie davvero, Stefania!
Per tutti quelli che credono nell'amicizia.
Io non mi dilungherò, ma questo romanzo conoscendo un pò l'autrice me la fà amare. Non solo per la buona scrittura, ma proprio per la persona che è lei. L'amicizia che salta subito all'occhio attento del lettore è palpabile, quell'amicizia che diventa famiglia allargata. I sacrifici costruiti per avere questa vita, costruire un mondo che calza a pennello alla protagonista Katy, l'amore a volte come disperata sofferenza in una Bologna divertente, ludica, piena di buona musica fanno amare questo romanzo in maniera totale e completa. Se poi lo si legge ascoltando i brani consigliati dall'autrice stessa diventa assolutamente struggente, reale, vivo.
Grazie davvero, Stefania!
Da leggere in un giorno!
Questo racconto verità mi ha realmente rapito, non ho potuto lasciare il libro per tutto il giorno. Scoprirete come può ferire e danneggiare la vita delle persone, un fatto stravolto dai media e raccontato male, da giornalisti in cerca di scoop.
Grazie mille, Rita!
Storia bellissima e coinvolgente.
Piove a dirotto la sera in cui Katiuscia lascia il fidanzato Max e si ritrova da sola a Bologna, la città che lei ha scelto per ricominciare. In Piazza Maggiore, quella sera, l’acqua scorre a fiumi, ma ciò non impedisce a Stefano di notare una ragazza fradicia che <<porta il viso al cielo e sorride>>. Un breve scambio di battute ma sufficiente per rimanere impressi l’uno nella mente dell’altra.
Katiuscia ha venticinque anni, ha avuto un’infanzia priva di amore ed è appena uscita da una relazione sbagliata, ma non si perde d’animo. Infatti, il suo desiderio è quello di terminare gli studi per guadagnarsi una vita libera e non dipendere dai capricci di nessuno. Ha scelto Bologna come città in cui vivere ed è pronta a fare tutti i sacrifici necessari, convinta che per ogni cosa ci sia il momento giusto, basta solo saperlo aspettare.
Stefano è un giovane ingegnere che sta facendo carriera in un’azienda che produce componenti per la telefonia, è fidanzato con Michela “la donna giusta” ed è intenzionato a formare con lei la famiglia perfetta.
Dettaglio importante, siamo negli anni novanta, quando ancora i telefoni cellulari non si erano diffusi e nei locali bolognesi era possibile ascoltare buona musica dal vivo. E la colonna sonora di quegli anni vibra attraverso le pagine ed è un tuffo nel passato per chi quegli anni li ha vissuti e una piacevole scoperta per chi è arrivato dopo.
L’intensità delle emozioni e dei sentimenti cresce mano a mano che aumentano le voci narranti, come tanti pezzi che si incastrano a formare un mosaico, forse imperfetto ma reale e vibrante.
Ho molto amato Katiuscia e il suo carattere, che la spinge a voler trovare sè stessa e il suo posto nel mondo prima di legarsi a qualcuno, anche se questo significa affrontare prove dolorose.
Stefano saprà comprendere questo suo desiderio?
Saprà aspettarla?
Perché davvero per ogni cosa c’è un momento giusto ma bisogna saperlo cogliere.
Grazie mille, Maria!